GENOVA, VENERDI' 18 GIUGNO: CONTRO L'INDECENTE ACCORDO STATO-ATLANTIA PER L'ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DI "AUTOSTRADE PER L'ITALIA"
Sono le ore 18:00 quando, sotto il palazzo della Prefettura, si materializza un presidio per chiedere l’interruzione immediata dell’indecente trattativa tra lo Stato italiano ed Atlantia – la società del gruppo Benetton che ha diverse concessioni autostradali – per l’acquisizione onerosa delle quote di Autostrade per l’Italia.

Contestualmente a ciò, i manifestanti chiedono la riapertura del procedimento di revoca della concessione «per le gravi inadempienze che hanno provocato la tragedia del Ponte Morandi nonché l’isolamento della Liguria con i relativi danni economici e i continui disagi per i cittadini».
Ad indire la protesta sono alcuni parlamentari ex grillini del gruppo “L’alternativa c’è”: a questi si affiancano i comitati di cittadini della val Polcevera e non solo, diverse organizzazioni ecologiste – tra cui Legambiente e Italia Nostra, le cui bandiere sono le uniche visibili – nonché alcune personalità politiche, presenti a titolo personale.
Le parole introduttive – proferite di fronte a qualche centinaio di convenuti – sono affidate al senatore Mattia Crucioli, del gruppo organizzatore, che ricorda le motivazioni della protesta per poi passare il microfono a Egle Possetti, presidente del Comitato parenti delle vittime del ponte Morandi.
Tra gli interventi successivi crediamo sia utile segnalare quello di Massimiliano Braibanti, presidente del Comitato zona arancione ponte Morandi che parla di opportunismo nelle scelte operate da chi al Governo ha deciso di dare seguito a tutte le richieste di Atlantia, spacciando questo accordo capestro come il migliore possibile.
Si tratterebbe di un discorso persino condivisibile, se non fosse che in questa piazza stessa si trovano esponenti dei partiti che fanno parte dell’esecutivo in carica, e qualcuno di questi – uno a caso, il senatore forzitaliota Lucio Malan – ha anche il coraggio di infervorarsi notevolmente contro questa autentica vergogna.
Per chi si dovesse stupire per certe presenze, ricordiamo che – anche se la cosa non riguarda direttamente Genova, ma altre zone della regione – siamo in piena campagna elettorale: evidentemente questi assai poco “signori” hanno intravisto la possibilità di raccattare qualche voto in più, e cercano di cavalcare la protesta.
Genova, 19 giugno 2021
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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